La vecchiaia non esiste

di Rosa Porasso, psicanalista

Lungi da me sostenere che il naturale processo di deterioramento delle nostre cellule – celluline grigie comprese – non esista, che lo scricchiolio sinistro delle nostre giunture non sia presente, che le guance cadenti e la raggiera di rughette intorno ai nostri occhi non ci guardi impavida dallo specchio ogni mattina, però, ciononostante, la vecchiaia non esiste. La psiche non ha età.
Avete mai osservato ventenni tristissimi, il cui leit motiv è «niente cambierà mai, tutto è immobile e senza senso» e settantenni gioiosi interessati a tutto ciò che accade a loro intorno?
Chi fra loro è giovane? Chi è vecchio? E ancora, andando un po' più in profondità: la nostra psiche non è monolitica, è un conglomerato di parti diverse che, quando va bene, convivono armoniosamente, quando va male, si fanno la guerra fra loro. Vi ricordate la “confederazione degli Ii” di Sostiene Pereira? È un po' così che funziona. Dentro di noi coabitano il neonato col vecchio, l’adulto con l’adolescente, l’uomo con la donna, la madre e il padre, il santo e l’assassino.
Abbiamo tutti fatto l’esperienza, sentendo parlare il nostro partner, di pensare «dove è finita quella persona deliziosa con cui vado d’accordo? sembra di sentir parlare sua madre».
Quante volte abbiamo pensato di noi stessi «non mi riconosco». Quando impariamo ad ascoltare gli altri e noi stessi e il nostro orecchio si affina, ci rendiamo conto che sono molte le parti che, a seconda dei momenti e delle emozioni, prendono il sopravvento nella nostra mente.
Quanti dialoghi avvengono costantemente dentro di noi, quante guerre e quante paci.
D’altronde basta osservare i sogni e il teatro che ogni notte si svolge dentro di noi.
In conclusione, il vecchio nella nostra mente coabita col bambino e con vari altri personaggi, sta a noi non farlo spadroneggiare, ma saper mantenere l’occhio meravigliato dell’infanzia. Parafrasando Bob Dylan e il suo «fa l’amore come una donna, ma piange come una bambina» possiamo dire «ha le rughe di una vecchia, ma ride come una bambina».