Giovanile a chi?

di Norma Desmond

Non fatevi ingannare dal passo ancora elastico e dalla postura ancora eretta. Non sono giovane, prendete bene visione di rughe, macchie e cedimenti vari. Capita che, in palestra, davanti allo stesso grande specchio, vengano riflesse una accanto all’altra la mia faccia e quella di una venti o trentenne. Mentre ci diamo giù di asciugacapelli, ho agio di valutare nella mia vicina l’incarnato, la texture della pelle, il turgore delle labbra, la saldezza delle palpebre. E, di converso, la carenza delle suddette caratteristiche in me. Viste così, non sembriamo nemmeno appartenere alla stessa specie. La differenza è spietata, senza appello. Stavo dicendo: non sono giovane. Aggiungo, però, che non ne faccio una tragedia, che non ho velato gli specchi come la contessa di Castiglione né mi sono nascosta al mondo come Greta Garbo. Mi porto in giro la mia faccia con una certa fierezza, ammirando la bellezza della gioventù senza invidia né troppi rimpianti. Tutto questo per dire che poche cose mi irritano come quando mi dite «lei è così giovanile!» come se mi riconosceste che non sono ancora da buttare tra i rifiuti non riciclabili perché conservo una parvenza di giovinezza. Come se il mio valore residuo risiedesse in questa finzione. Come se una persona agée che tuttavia conserva una certa vitalità vi provocasse un cortocircuito del giudizio. È viva? Si muove? Ha energia e curiosità? Allora non può che essere giovane. Cioè, giovanile. Fatemelo dire con le parole di James Hillman, che è uno che ne sa: «I vecchi “giovanili” sono un ibrido sterile, che precipita vecchio e giovane nella categoria del consumismo allegro». No, signori. Non sono giovane né tanto meno “giovanile”. Al cinema mi fanno lo sconto, quindi… Il fatto è che appartengo a un recentissimo prodotto dell’evoluzione darwiniana, quella dei nuovi vecchi, che non sono più interessati a inseguire affannosamente il fantasma della perduta giovinezza con botulino, giovani amanti e abbigliamento fashion. Che non piangono sul passare del tempo. Quelli che fanno attività fisica perché gli va, per stare bene e non per sembrare qualcosa. O che invece si godono divani e panchine senza sensi di colpa. Vogliamo l’età che ci meritiamo. Giovanili sarete voi.