Narrativa

Comencini, C. 
Essere vivi ( Einaudi )
Romanzo breve, asciutto, profondo, facile nella scrittura pulita ed essenziale, complesso per la profondità a cui arriva nello scandagliare la vita. Caterina e Daniele, entrambi sposati e con figli, si conoscono in Grecia quando vengono chiamati per il riconoscimento di due amanti suicidi, la madre di Caterina ed il padre di Daniele. Pochi giorni, pagine brevi per un lungo percorso che vuole far luce sulla propria incompiutezza e l’inevitabile infelicità , l’uno specchio per l’altro, ma anche per il lettore che vuole ‘afferrare se stesso’. Figura minore, appena abbozzata, un anziano signore greco che è sopravvissuto agli orrori dell’internamento ai tempi dei colonnelli. Un momento essenziale di luce per capire il senso della vita.

 
Ernaux, A.
Il Posto
Elaborare una perdita attraverso la scrittura. Questo il senso del breve romanzo in cui Annie Ernaux ridisegna la figura paterna, ripercorrendone  le tappe esistenziali nelle varie fasi. "Nessuna poesia del ricordo", solo scrittura asciutta che fornisce notizie essenziali. Ma l'essenzialità si accompagna a scelte lessicali piene di significato e la semplicità è arricchita di sensi e di memoria. La stessa autrice definisce come "una terra di mezzo" la collocazione di sé tra la vita familiare di gente semplice e la sua ascesa a uno status borghese. Un allontanamento verso "un mondo giovane e libero", per arrivare, nella lontananza, a "levigare l'immagine dei genitori, privati dei loro gesti, delle loro parole». Arrivando a portare alla luce una parte di sé, un atto corale di recupero della propria identità nella sua interezza.

 
Haruf, K.
Le nostre anime di notte NN Editore
Romanzo lieve
La storia è tenera e dolce , una anziana dopo la morte del marito si ritrova a dover affrontare la tristezza dei pensieri notturni e le inquietudini che ne nascono  e pensa che anche il suo anziano vicino anch’esso vedovo può essere nella stessa situazione e quindi azzarda una proposta ; "nel letto, come buoni amici. Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire. Le notti sono la cosa peggiore non trovi?"


Bianchi, E.
Ogni cosa alla sua stagione 
Il priore del Monastero di Boves ricorda la sua infanzia, le colline del Monferrato, i luoghi degli affetti e dei viaggi, ma ancor di più i luoghi dell'anima. Con lo sguardo all'indietro, mentre al presente incede la vecchiaia, padre Bianchi ci regala pagine significative sull'importanza dello stare insieme e sul valore dell'amicizia. Ripassa i momenti di festa celebrati convivialmente col buon vino, i Natali del bambino di un tempo, la saggezza popolare incontrata. Ma dischiude anche la porta della sua cella, il luogo a cui è stato difficile abituarsi e di cui poi è difficile fare a meno, da cui osservare il mondo. Un uomo che nella sua scelta di vita religiosa riesce a parlare a credenti e laici e a lasciare in queste pagine di memoria parole di vita.   


Bufalino, G.
Argo il cieco ovvero i sogni della memoria 
«Fui giovane e felice un’estate, nel cinquantuno». Con questo incipit parte la ricerca di una memoria capace di attestare la passata felicità del protagonista. Egli stesso, però, attraverso alcuni interludi, ne disvela l’artificio, la menzogna insita in una ricostruzione «a scopo geriatrico», come consolazione per la decadenza del corpo e l’angoscia della vecchiaia. La prosa di Bufalino, colta, raffinata, densa di citazioni, risulta di rara efficacia.   


Buzzati, D.
In quel preciso momento 
Ironica, rabbiosa, rancorosa, questa raccolta di frammenti alterna la spavalda esibizione della vecchiaia all’amara nostalgia per un tempo andato e mai vissuto fino in fondo, all’invidia malevola per i giovani che hanno raccolto il testimone generazionale. «Compiacimento malvagio. Fate bene a insuperbirvi, o giovanotti. Noi siamo ormai vecchi, da buttar via. Dai nostri funerali rincaserete con un appetito formidabile, pieni di vitalità e di progetti. Alla sera, coricandovi, sentirete un doloretto a destra dello stomaco, per ora una cosa da nulla».   


Carrington, L.
Il cornetto acustico 
Attraverso gli occhi di una novantanovenne, spesso confusa, sempre poco reattiva rispetto agli accadimenti, sfila l’esilarante galleria delle ospiti di un bizzarro ospizio per anziani, votato alla missione della ricerca di Sé. Si tratta di donne molto diverse, impietosamente ma affettuosamente dipinte con tutte le degenerazioni (estetiche e intellettive) e le loro personali ed eccentriche manie. Il loro dialogo, godibilissimo, finisce per intessere una bizzarra visione del mondo. Nella storia, poi, si fanno strada elementi surreali ed eccessivi, densi di ironia, che conducono il romanzo verso un finale liberatorio e irridente.   


Cheek, M.
La vita segreta di mia zia 
Una classica commedia anni Cinquanta, spiritosa e divertente ma anche feroce. Una donna “di una certa età”, con un marito, una famiglia felice e una vita normale, si innamora. Ne consegue una storia di adulterio, di bugie e strategie. Sullo sfondo un’anziana zia indimenticabile, inconsapevole paravento per la donna infedele.   


Cerati, C.
La cattiva figlia 
«Siccome tutti sostengono che anche la vecchiaia ha i suoi lati positivi continuo a domandarmi perché tu non ci trovi niente di bello», domanda la figlia Giulia, cinquantenne e bisognosa di spazi per la sua vita, alla madre ottantenne, bisognosa di attenzioni e senza altri interessi nei suoi spazi di vita sempre più ristretti.  Il lungo romanzo fa scorrere quasi in parallelo il presente del rapporto difficile tra madre e figlia, le incomprensioni tra generazioni, le contraddizioni e gli egoismi senza quasi più comunicazione e il passato della famiglia, che viene esaminato e raccontato per mettere a fuoco la figura materna, da cui Giulia rifugge senza sapersene allontanare veramente. Una narrazione senza filtri, spesso dura, in cui esperienze vitali legate all'invecchiamento vengono affrontate dalla parte della figlia “cattiva” in una testimonianza necessaria seppur dolorosa, da qualsiasi parte si stia anagraficamente.   


Ernaux, A.
Gli anni 
Un'opera autobiografica che affronta il tema del tempo. Il tempo alle spalle che non è “solo tempo” ma diviene la nostra vita e che non possiamo considerare, quando ci voltiamo a guardare il passato, come esperienza soltanto individuale. Nel momento in cui ci ripensiamo come individui che hanno vissuto, la Storia e il mondo esterno entrano di prepotenza nella nostra visuale, ampliandola. Il periodo raccontato da Arnoux è quello che parte dal dopoguerra e arriva sino ai nostri giorni. Anche se ambientato in Francia, sarà facile ritrovare nella sua storia personale desideri, delusioni speranze di una generazione. Pluripremiato, Gli Anni è considerato un capolavoro contemporaneo.   


Franzen, J.
Le Correzioni 
I Lambert, americani del Midwest, hanno allevato i loro figli, Gary, Chip e Denise, secondo i valori dell'America del dopoguerra e allo stesso modo hanno tenuto in piedi il loro frustrante matrimonio. Il romanzo li riprende ormai alle soglie della vecchiaia, con papà Alfred affetto dal Parkinson, isolato in un mondo tutto suo, e la dinamica mamma Enid, appassionata di crociere e poco altro, che coltiva un solo scopo esistenziale: riunire i figli per un ultimo Natale. Perché i Lambert vivono a St. Jude, immersi nel Grande Nulla americano, mentre i figli sono sparsi in altri Stati. Ricongiungerli, e ricongiungersi come una famiglia felice sotto lo svettante albero di Natale, equivale per Enid a veder realizzato il modello di famiglia a cui ha sempre aspirato. Sulla carta i tre figli, con le loro dignitose carriere, non hanno deluso i genitori. Ma sono il loro privato, i loro gusti sessuali, la loro fragilità che non possono essere dichiarati né vissuti liberamente a tracciare il quadro fallimentare di due generazioni.   


Geiger, A.
Il vecchio re nel suo esilio 
Un uomo colpito da Alzheimer, un figlio che riscopre il padre e recupera un rapporto a cui dà un valore nuovo, ora che il tempo e la memoria si fanno labili. Lo sconcerto della diagnosi, la necessità di riorganizzare la vita secondo i nuovi bisogni in continua trasformazione sono raccontati dallo scrittore austriaco insieme allo stupore di quanto preziosi diventino i momenti in cui tessere ancora il legame e i ricordi di famiglia. Su tutto un senso di serenità del “vecchio re nel suo esilio”, come gli appare ora questa figura forte di padre.  Ne ricaviamo un senso di umanità che permette di temere un po’ meno il mostro della demenza senile.    


García Márquez, G.
L’amore ai tempi del colera 
Sullo sfondo del Caribe dai mille colori, sempre attraversato da malattie endemiche, sensuale e luttuoso, si dipana la storia dell’inconsunto amore di Florentino Ariza per Fermina Daza. Nemmeno il matrimonio di Fermina ha ragione del caparbio amore di Florentino, che lavora e si arricchisce solo per essere un giorno degno di lei. Quando Fermina rimane vedova, cinquant’anni dopo il loro incontro, accetta la corte di Florentino e parte con lui su una nave fluviale. Si realizzare un amore senile, carico della nostalgia per ciò che la loro vita insieme avrebbe potuto essere ma ugualmente ricco di promesse.         


Groen, H.
Piccoli esperimenti di felicità 
Un caso letterario internazionale, questo diario che viene presentato come scritto a ottantatre anni e un quarto da un pensionato che si racconta per un anno intero. Si propone come leggero e ironico, con la fondazione del “Club dei vecchi ma mica morti”, ma non manca di evidenziare gli aspetti duri di una vita in comunità protetta, seppure in alloggi singoli e in uno dei paesi più ricchi del mondo, l’Olanda, come viene ricordato più volte nel testo. Alla fine spiace lasciare Hendrik che fa simpatia con tutto lo slancio e i convinti propositi e progetti da cui dipende voglia di continuare a vivere.    


Groult, B.
Fiori d'inverno 
L’autrice, nota femminista e giornalista che ha attraversato il secolo scorso, si racconta in questo romanzo, nel suo alterego Alice. Spirito  indomito, con verve e vena briosa ci parla della vita che ha amato, dell'amore e degli amori, delle faticose lotte per i diritti della donna, della difficoltà a vivere nell'era tecnologica a età ormai avanzata. Con pari spirito - in pagine che esprimono dignità e vigore - afferma il diritto a scegliere la propria morte. Complice Moira, raffigurazione del destino nella mitologia greca, che, voce fuori campo, appare ogni tanto nel romanzo.   


Jonasson, J.
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve 
Il giorno del suo centesimo compleanno, Allan Karlsson, per sottrarsi alla festa che gli è stata organizzata, scavalca in pantofole la finestra della sua stanza nella casa di riposo e si dilegua. Subito incappa in un criminale a cui, per svagatezza senile, sottrae una valigia piena di soldi. Nella sua fuga coinvolge il settantenne Julius, con il quale intraprende un viaggio rocambolesco ed esilarante, inseguito dalla banda di delinquenti e dalla polizia che lo cerca in quanto scomparso. Candidi, imprevedibili, svampiti, i due vecchietti si mostrano capaci di adattarsi a ogni situazione.   


Lessing, D.
Il diario di Jane Somers 
Ci vuole una personalità come quella di Jane Somers per arrivare a prendersi cura dell'anziana Maudie Fowler, sola, indigente e testarda. Bella, elegante, professionale e capace sempre di tener fede agli impegni - «E così sarà. Perché l'ho detto» -  Jane vince i sensi di colpa dopo la morte della propria madre entrando nella vita di Maudie. Un romanzo che ci mette davanti le paure legate a invecchiamento, solitudine, incapacità di gestirsi dignitosamente con, al tempo stesso, il bisogno incomprimibile di autonomia. Per arrivare a concludere «che basta così poco a cambiare una vita».    


Lodge, D.
La felicità è di questo mondo
Il protagonista è un realizzato autore televisivo, ricco, sposato con una donna bella e giovane. Alla soglia della mezza età, complice un dolore al ginocchio, cade in depressione. La sua vita smette di “funzionare”: scopre il tradimento della moglie e la minaccia di essere sostituito da uno sceneggiatore più giovane. La caparbia volontà di rimanere fedele alla propria immagine lo trascina in fallimentari tentativi di relazioni con altre donne. La soluzione (la felicità) è però nel suo passato, nel pensiero di Kierkegaard e in un inopinato pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Una tardiva “educazione sentimentale” raccontata con lo humour leggero di Lodge.  


Maggiani, M.
Il romanzo della nazione 
Protagonista del romanzo la generazione di cui sono figli i baby-boomers, quelli che Maggiani chiama i “fondatori di Nazioni”. Uomini e donne che hanno costruito il loro e il nostro tempo. Con la sua scrittura fuori dagli schemi che ne fa uno scrittore di rara originalità e talento, Maggiani ci offre uno scenario maestoso: l'Italia prima e dopo la guerra, risalendo nell'ultima parte del romanzo sino agli anni dell'Unità. Un romanzo in cui si parla la lingua dei padri, il dialetto, un palcoscenico su cui sfila un esercito di operai, cameriere, sensali e comunisti. «Come facessero non lo so» scrive Maggiani «ma era tutta gente che sognava mentre lavorava, e quello che avrebbero fatto con il loro lavoro era la loro utopia».   


Matteucci, R.
Cuore di mamma 
Una spassosa e crudele rappresentazione di un rapporto madre-figlia "estremo" eppure comune: una madre alternativamente avvinghiata alla borsa dell'acqua calda o lanciata in improbabili feste per anziani, una figlia scombinata e astiosa il cui unico scopo è trovare una badante che la sollevi dalla gestione dell'insopportabile genitrice.  Una storia di tutti i giorni raccontata da Rosa Matteucci in questo breve libro dall'irresistibile comicità.  

Mutis, Á.
L’ultimo scalo del Tramp Steamer
Il vecchio cargo arrugginito, con il suo faticoso arrancare di porto in porto, a tutte le latitudini, assomiglia al suo capitano, che lentamente invecchia trascinando una storia d’amore difficile e travolgente. Un romanzo breve in cui la navigazione assurge al ruolo di metafora della vita, della caparbia volontà di andare avanti, della resa finale al tempo che passa inesorabilmente.   


Olsson, L.
Astrid e Veronika 
Due donne si incontrano  e la loro amicizia si basa sul dolore che entrambe hanno conosciuto. Veronica, giovane scrittrice, con dolorose esperienze familiari, ora è in fuga dal lutto per la perdita del marito. Si rifugia in un paesino in cui affitta una casa, sperando di riuscire a scrivere il suo secondo romanzo. Conosce l’anziana Astrid, persona solitaria ed eccentrica agli occhi degli altri. Ne nasce un legame che aiuterà Veronica e che darà ad Astrid una vita rinnovata. Con la delicatezza di una storia appena abbozzata, suggerisce la forza dei rapporti basati sulle affinità e sui bisogni comuni che accorciano la distanza degli anni e delle differenze culturali.    


Pallavicini, P.
Romanzo per signora 
Cinque attempati, benestanti membri della borghesia della provincia lombarda (due coppie e un vedovo recente) partono per una breve vacanza in Costa Azzurra. Il narratore è Cesare, direttore editoriale in pensione. Gli altri quattro, in modo diverso, rappresentano un mondo gretto e volgare di benessere economico e povertà culturale. Tutti devono fare i conti con la malattia, con il decadimento senile. Con tono leggero e verve umoristica, questo romanzo parla di vecchiaia e di letteratura, di morte e di status symbol.   


Pera, P.
Al giardino ancora non l'ho detto 
L’autobiografia di una scrittrice e traduttrice che ha scritto molto anche di giardini e di orti e che sceglie di scrivere della sua malattia. Spiragli su una vita resa fragile, ma scaldata dalle meraviglie del giardino. Il libro prende il titolo da versi di Emily Dickinson e di questa mantiene la poesia nella narrazione lieve  e malinconica, raccontando il coraggio dell'accettazione senza rassegnazione, quando la vita mette a dura prova e chiede un adattamento graduale alla riduzione dell'autonomia nell'avanzamento della malattia. Col rammarico di  non aver saputo vivere la semplicità della vita prima, ci lancia un messaggio forte: «Io credo che la massima nobiltà umana consista nel massimo grado possibile di indifferenza alla morte, che dovrebbe essere sempre trattata come una scocciatrice che arriva alle spalle, mentre siamo ancora impegnati in qualcosa di molto più interessante».   


Ravera, L.
Gli scaduti 
In un'Europa del prossimo futuro governa un Partito Unico che stabilisce per legge il succedersi delle generazioni ai posti di comando. A trent'anni si ha il potere, a sessanta si lascia giocoforza, si va in ritiro in un luogo di cui si sa poco. La trama segue Umberto, amministratore delegato, in questa fase della sua vita. Di questo cambiamento esistenziale, la Ravera sceglie di trattare l'aspetto del “materiale umano” non più interessante perché non più produttivo. Una tematica molto sentita, un dar voce al senso di frustrazione, isolamento, inutilità dell'esercito nutrito degli ultrasessantenni che si sentono messi da parte pur non sentendosi affatto in declino. Da rottamare socialmente perché arrivati a scadenza.    


Ravera, L. 
Piangi pure
Alla soglia degli ottant’anni, Iris non ha del tutto perso la sua bellezza, ma porta il peso di un passato inquieto e del difficile rapporto con la figlia, spirituale e anaffettiva, e la nipote, bellissima e fatua. L’incontro con un nuovo possibile amore la costringe a fare i conti con la solitudine, con l’egoismo, con la morte e con la voglia di vivere. Il monologo narrativo di Iris offre squarci di lucida e disincantata consapevolezza sulla condizione della vecchiaia.     


Richler, M.
La versione di Barney 
Romanzo intelligente, colto, intriso di ironia yiddish ma anche un libro sull'invecchiare, il ritrovarsi vittima inerme di defaillances ogni giorno nuove, lo smarrirsi in nostalgie da innamorati, il convivere con la solitudine mantenendo un tenace attaccamento alla vita, seppure con inevitabile disincanto (nel caso di Richler, disincanto spassoso). Un bestseller da leggere e rileggere.   


Roth, Ph.
Everyman 
Il libro inizia con un funerale, quello del padre del protagonista-narratore, finisce con la sua morte. La storia è quella di un pubblicitario di successo a New York, tre matrimoni, tre figli, un fratello molto affettivo, alcune amanti, cari amici che si ammalano, muoiono e tanti ricoveri ospedalieri per una salute cagionevole sin dall'infanzia. Quel che resta è una imbarazzante invidia per la robusta salute del fratello, una solitudine a cui vorrebbe por fine appoggiandosi alla figlia Nancy che, a differenza dei fratelli, non ha mai preso le distanze da lui, o, in alternativa, riavvicinandosi al fratello; troppo tardi per entrambe le opportunità. Le debolezze umane, gli errori del vivere ordinario e la fragilità del corpo di fronte a malattia e vecchiaia sono qui raccontate come bilancio della vita di un uomo avanti negli anni, diventato estraneo a se stesso. Il titolo mantenuto in originale conserva il richiamo all'omonimo  Morality Play di fine ‘400, il cui tema è la chiamata di ciascuno alla Morte.   


Sackville West, V.
Ogni passione spenta 
Un libro che parla della libertà connessa con l’invecchiare e della conseguente perdita dei legami e delle passioni, ma anche della passione di continuare a vivere per se stessi con interesse e curiosità. Dietro l’apparente fragilità di queste vecchiette si scorge qualcosa di ferreo e determinato.   


Shulman,  A.K.
Il senso dell’amore
Storia di un matrimonio Il senso dell'amore è racchiuso e spiegato nel sottotitolo Storia di un matrimonio.  Un matrimonio raccontato da una delle più note femministe americane; il suo secondo matrimonio con Scott, l'uomo dell'adolescenza incontrato nuovamente quando entrambi hanno un precedente matrimonio alle spalle e figli già grandi. Ma tutto questo conta poco. Quello che ci rende partecipi è la capacità di Alix di reinventare la relazione che è stata messa a rischio. Alix, pur cercando di dosarsi per non soccombere, accetta di occuparsi di Scott quando resta invalidato  a causa di una stupida caduta. A prova che una vita condivisa può avere forza anche nell'età e nella malattia. Sopportazione, accettazione, senso di umanità sono i sentimenti che pervadono  la narrazione. La vita di coppia che si traduce nel quotidiano accoglimento del proprio destino, nella solidarietà nella buona e nella cattiva sorte, superando i limiti inevitabili di ogni percorso a due.    


Strout, E.
Olive Kitteridge 
Il romanzo, Premio Pulitzer nel 2009, è composto da tredici racconti autonomi che riescono a fondersi mirabilmente in un unico corpus. È ambientato in un villaggio del Maine, sull'Atlantico. I personaggi sono anziani o appena andati in pensione. Vengono ripresi e svelati all'interno di storie ordinarie, che non hanno nulla di eccezionale o di eroico eppure incantano il lettore, come se si trovasse dinanzi a straordinarie fotografie da cui non riesce a distogliere lo sguardo. Olive Kitteridge, insegnante in pensione, è la narratrice-protagonista presente in ciascun racconto. La sua analisi è acuta, tagliente. Utilizzando dettagli in apparenza insignificanti e la propria capacità di sondare l'animo umano, compone l'affresco di un microcosmo riproducibile ovunque ci siano persone alle prese con ricordi, rimorsi, desideri.   


Tabucchi, A.
Sostiene Pereira 
Pereira è il direttore della pagina culturale di un piccolo quotidiano. È un anziano vedovo, grasso, disilluso e apatico. Le circostanze (la dittatura di Salazar e la violenza da essa perpetrata) portano il personaggio a prendere coscienza dei doveri degli intellettuali nella lotta politica. Sarà l’impegno politico a farlo uscire dalla stanca rassegnazione e a fargli trovare una nuova vitalità nella lotta per un ideale.   


Tolstoj, L.N.
La morte di Ivan Il'ič 
Tema centrale è l'uomo messo di fronte alla morte. Tolstoj ci mette di fronte alla paura più antica e sorda del genere umano e ci propone un racconto che ben presto scivola nel trattato filosofico. C'è una trama - la vita del giudice Ivan Il'ič - ci sono personaggi che ruotano intorno a questa figura preminente - la moglie, i figli, i colleghi, il servo Gerasim e i medici, insinceri e impotenti - ma soprattutto ci sono valori della semplice persona di Gerasim che rimanda al senso umano di compassione  e c'è la mancanza  di valori e la perdita di dignità da parte degli altri, dominati dall'interesse.  L'interrogarsi sull'esistenza, sull'agire in vita, il timore della morte fino alla sua negazione sono  il senso di questo libro. Il tempo che resta da vivere diventa un percorso di avvicinamento alla verità, alla compassione di sé, al ribaltamento dei valori rispetto alle falsità della vita e culmina nell’espressione conclusiva «che gioia!», con cui Ivan Il'ič si accomiata.    


Tyler, A.
Una spola di filo blu 
Una saga famigliare, che, come tale, attraversa più generazioni. Ma la narrazione è focalizzata su Abby e Red, coppia di anziani che si lasciano invecchiare senza drammi, tra problemi di salute e vuoti di memoria. La loro vita ha un punto fermo nell’eredità famigliare. Eredità materiale (la casa, costruita con le sue mani dal padre di Red) e immateriale (le tradizioni di famiglia, la convinzione della sua unicità). Nella vecchiaia di Abby e Red, tuttavia, si è insinuata l’inquietudine per i figli dalle vite problematiche. Romanzo che non alza mai i toni, che racconta le vite nella loro sostanziale normalità.   


Updike, J.
Sei ricco, coniglio 
L'America del secondo Novecento e una generazione che invecchia. Un libro in cui affiorano «le desolanti consolazioni» dell'età matura come ha scritto Julian Barnes nell'introduzione, aggiungendo «persino l'adulterio, quell'antica certezza affidabile, si trasforma in un impulso meno esigente». Updike ha scritto che è importante «riconoscere al banale la sua bellezza»: è un messaggio su cui vale la pena di riflettere, perdendosi tra le pagine di questo romanzo, il terzo della famosa serie del “coniglio”. Un libro forte nel linguaggio e in certe passaggi capace di generare forti reazioni ed emozioni. La serie si conclude con Riposa Coniglio, ma ormai ci siamo affezionati al mediocre protagonista e ci spiace vederlo morire.     


Viorst, J.
Distacchi 
Un libro che non parla espressamente dell’invecchiamento, ma di tutti i passi che nella vita comprendono una rinuncia, una perdita, a partire dall’adolescenza, in cui si perde il corpo di bambino per entrare in quello di adulto, ai vari tipi di lutto. Attraverso un congruo numero di casi, l’autrice offre un proficuo spunto di riflessione su come si affrontano i distacchi.


Yourcenar, M.
Memorie di Adriano 
Libro culto, criticato da intellettuali puristi che mettono in primo piano la metodologia della ricerca storica rispetto alla narrazione e alle sue necessità di compromesso. Adriano, il grande imperatore, invecchia con il suo umano bagaglio di ricordi, conquiste, passioni intellettuali e amori, primo fra tutti per il prediletto Antinoo, simbolo di un ideale di giovinezza e bellezza che sopravvive alla morte. Romanzo da rileggere, magari a distanza di decenni, da quando eravamo coetanee di Antinoo. Adesso lo siamo di Adriano.