Saggistica

Rampini, F.
Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo  ( Mondadori )
Rampini è un giornalista, quindi come tale scrive: ogni capitolo del libro è un articolo a sé, e indaga un aspetto diverso del tema. Che è quello della generazione dei Baby Boomers, cioè per convenzione universalmente accettata, tutti coloro nati tra il 1945 e il 1965. Lo fa concentrandosi soprattutto sulla società americana, perché lì vive come corrispondente di Repubblica, ma da italiano. È interessante la società americana perché spesso anticipa tendenze che poi anche noi seguiremo, e perché è veloce nei cambiamenti e tendenzialmente più dinamica e positiva. Quindi è un libro concreto, che fornisce spunti di riflessione interessanti: l’importanza della formazione per non essere tagliati fuori dai mutamenti sociali, l’importanza di associarsi per raggiungere scopi che i singoli non possono, la necessità di mantenere uno sguardo positivo, le nicchie in cui è possibile anche agli “over” ritagliarsi uno spazio di presenza. E alla fine lascia in bocca un sorriso di speranza, che non è poco.


Peinetti, S.
A spasso lungo il Po
La testimonianza non è fatta solo di parole: un lascito è fatto anche di altro. In questo libro, gli itinerari lungo il Po permettono a nonna e nipote un dialogo fatto di immagini, piccole scoperte, paesaggi, natura. Sette passeggiate torinesi che offrono la possibilità di “ritrovare i semi del bene, della bellezza, della verità”, lasciando le ciabatte “terreno dello sconforto”.


Yalom, I. D.
Creature di un giorno
Irvin Yalom, docente di Psichiatria alla Stanford University e autore di numerosi volumi di saggistica e narrativa, pur avendo superato gli ottant'anni continua a svolgere la sua attività di psicoterapeuta. In questo volume raccoglie una serie di casi in cui ha affrontato insieme ai pazienti il tema della perdita, dell'invecchiamento, della solitudine. Con un linguaggio accessibile a tutti, Yalom propone soluzioni che aiutano a lenire la sofferenza, aprendo nuove prospettive.


Amery, J.
Rivolta e rassegnazione 
Un piccolo saggio sull'invecchiamento, un testo sottile che affronta il tema senza mediazioni né edulcorazioni e che, pertanto, è potente e graffiante. Consigliato a chi dell'”invecchiare” vuole capire il senso più profondo, per non restare tradito dalle lusinghe di una società che lo vuole innanzitutto target cui proporre prodotti e consumi. Con scrittura mirabile Amery entra nel particolare di quali disturbi e disagi l'età avanzata ci riserva e procede in un'analisi descrittiva lucida per poi scegliere alcuni aspetti, alcune voci più incisive. È qui che questo saggio diventa imprescindibile, perché la consapevolezza di sé resta una difesa e una forza. Significativa la prefazione di Magris che apre e aiuta la lettura.   


Athill, D.
Da qualche parte verso la fine 
Fino a ottant’anni, Diana Athil ha lavorato come editor di una prestigiosa casa editrice inglese per conto della quale ha curato opere di autori come Roth, Updike, Naipaul. Quando ne ha trovato il tempo, intorno ai novant'anni, ha scritto questo piccolo libro, che tratta della sua personalissima riflessione sull'invecchiare. Athil osserva il suo presente, volgendosi spesso al passato. Ripercorre la sua vita senza rimpianti né nostalgie, in modo ironico e divertito. Affronta con curiosità la vecchiaia estrema, cercando di trarre il meglio da anni in cui le difficoltà e le mancanze si sommano senza tuttavia privarla del suo gusto per la vita. Il quadro che ne risulta è curioso: nessuna omelia o “perla di saggezza” ma un lucido, a volte divertito, a volte malinconico, ritratto di sé e del suo tempo.   


Augé, M.
Il tempo senza età
La vecchiaia non esiste L’antropologo francese riflette sul valore relativo del concetto di “invecchiamento”. Una provocazione che è già nel titolo, ma che è anche un invito a vivere pienamente il presente, perché la vecchiaia esiste, ma la percezione che abbiamo di noi stessi non è strettamente legata alla nostra età. In qualche modo la soggettività resta fuori dal tempo, distante dall’etichetta anagrafica con cui veniamo percepiti quando, ad esempio, ci cedono il posto sull’autobus. Cicerone col suo De Senectute è il riferimento a cui Augé si richiama per dare spessore al suo breve viaggio nel tempo dell’età. All’analisi ciceroniana egli aggiunge osservazioni relative alla speranza di vita come segno di ineguaglianza tra continenti e classi sociali, osservazioni relative alle reazioni soggettive di chi alla vecchiaia si oppone («sono vecchio, ma…») e di chi la strumentalizza (sono vecchio e proprio per questo…»). Ricco di citazioni e riferimenti bibliografici, mantiene tuttavia uno stile semplice e accessibile.   


Bobbio, N.
De senectute 
Il tempo del vecchio è il passato, che rivive nella memoria e che diventa rifugio e luogo di ricostruzione della propria identità. Bobbio, con la sua scrittura capace di facilitare concetti, che restano impegnativi ma di chiara lettura, ci narra l'invecchiamento  dal di dentro, con questo saggio scritto in età avanzata. Da pessimista, esprime insofferenza verso le opere apologetiche (e il riferimento è anche a Cicerone, da cui prende il titolo) mentre si schiera con filosofi come Amery, che descrive la vecchiaia a tinte fosche. Poiché la vita non può «essere pensata senza la morte», Bobbio si sofferma a esaminare il rapporto con l'aldilà trattando la differenza tra laici e credenti, con rispetto per gli uni e per gli altri, ma dichiarandosi non credente e ponendosi “sulla soglia”, notoriamente come filosofo del dubbio piuttosto che della certezza.   


Bodei, R.
Generazioni
Età della vita, età delle cose Nella società contemporanea la gioventù e la vecchiaia si allungano mentre la maturità si restringe. A causa di una serie di fattori, non ultima la crisi economica e del welfare, l'esistenza degli individui è cambiata profondamente e con essa la società intera. Si allentano i legami sociali, cade il rapporto fiduciario tra generazioni. È possibile recuperare questo grave danno e fare in modo che la trasmissione di valori, principi, simboli tra una generazione e l'altra torni a essere una trama resistente su cui i giovani possano poggiare le loro speranze? La riflessione e le parole limpide di un grande filosofo su un grande tema. Un libro breve e prezioso.   


De Beauvoir, S.
La terza età 
«I vecchi sono degli esseri umani? A giudicare dal modo in cui sono trattati nella nostra società, è lecito dubitarne: la vecchiaia resta un segreto vergognoso, un soggetto proibito. È proprio questo il motivo che mi ha indotto a scrivere queste pagine». Questo scriveva Simone de Beauvoir nel 1970. Sono passati più di quarant'anni da questa denuncia ma La terza età rimane un'opera attuale, una profonda e argomentata riflessione sulla vecchiaia. Passando attraverso la lente della storia, della biologia, dell'etnologia, de Beauvoir affronta il fenomeno nella sua globalità e complessità senza la pretesa di dare le risposte ma con lo scopo «di combattere insieme al lettore», come lei stessa dice, una grande battaglia.   


Didion, J.
L’anno del pensiero magico 
Joan Didion, ottuagenaria icona del giornalismo americano e famosa saggista, scrive questo libro dopo l'improvvisa scomparsa del marito, lo scrittore John Dunne, a cui è stata felicemente legata per quarant’anni. Il libro è una riflessione sull'imprevedibilità della vita, sulla malattia, sulla morte, sulla memoria, scritto sull’urgenza di un dolore straziante e lucido che spinge l'autrice verso il “pensiero magico”, un pensiero che nega la perdita, nell'illusione di poter trattenere il marito attraverso i ricordi e le cose che gli sono appartenute. Sembrerebbe non esserci via d'uscita, ma lentamente Joan scopre che non è così. Dopo un anno trascorso a cercare ovunque la presenza del marito, a leggere e studiare per capire come affrontare laicamente il dolore che la strazia, i pensieri cominciano a vagare in un altrove da cui lui è assente. È la presa di coscienza che John non c'è e che non tornerà più e che, nonostante questo, lei continuerà a vivere. Dal libro, Vanessa Redgrave ha tratto un monologo teatrale di successo.   


Gawande, A.
Essere mortali
Come scegliere la propria vita fino in fondo L'ultimo libro del medico-scrittore Atul Gawande Essere mortali si può sintetizzare con un sommario di tre punti: malattia, medicina e che cosa conta alla Fine. Si tratta di argomenti riguardanti soprattutto gli anziani, il cui numero è in grande crescita, e che coinvolgono l'intera società - famiglie, operatori, ospedali pubblici, case di cura private - rendendo drammaticamente urgenti adeguate politiche sanitarie. Ciò di cui si ha più paura, dice Gawande, non è la morte ma la perdita di autonomia. Ciò che più conta per gli anziani, soprattutto se ospitati in case di riposo, non è la salute ma il benessere e cioè tutto quanto ha a che fare con la libertà, la possibilità di sentirsi vivi e di potere ancora scegliere. «Non credo - dice Gawande - che la generazione dei baby-boomers sia disposta ad accettare l'esperienza vissuta dai loro vecchi negli ultimi stadi di vita. Quello che vogliono è un'esistenza che conservi il suo valore». Un libro che affronta temi ineludibili parlando di vita, dignità, libertà.   


Hillman, J.
La forza del carattere 
In questo fondamentale lavoro, Hillman insegna a distinguere l'invecchiamento dal processo fisiologico di decadenza del corpo, a fare della nostra vecchiaia una “struttura estetica” potente e memorabile, a leggere i fenomeni che l'accompagnano non come indizi della fine ma come iniziazioni a un'altra modalità di vita. Un saggio che sgombra il campo dalle banalità correnti sul tenersi in forma e sul “durare” e che aiuta a scoprire nella vecchiaia l'espressione dell'intelligenza profonda della vita, esattamente come la crescita durante la giovinezza.   


Levi, A.
La vecchiaia può attendere 
Da giornalista che ha passato la vita a scrivere, Levi tenta di capire che cosa gli stia capitando alle soglie della vecchiaia scrivendo: «Ho deciso, sto invecchiando», ma poi sceglie di prendere alla lettera il titolo suggerito dall'editore e di fare attendere la vecchiaia, perché si diventa realmente vecchi quando si pensa di esserlo. Gli interrogativi restano, proposti in una prosa divulgativa, insieme a indicazioni di vita per una vecchiaia su misura. Nuove forme di amore per chi ci sta intorno, un cammino di riflessione verso una libertà anche interiore, una preparazione al commiato quando sarà. Con penna ironica, ma con grande serietà, analizza il problema anche dal punto di vista demografico, con uno sguardo al passato che si spera comporti pochi rimpianti e ancor più al presente, decidendo infine che questa fase della vita ha molte risorse, su tutte libertà e creatività come non mai prima.   


Levi Montalcini, R.
L’asso nella manica a brandelli 
Il titolo prende dai versi di Yeats, Navigando verso Bisanzio, il poema che inizia con «Quello non è un paese per vecchi». Un saggio breve, ovviamente rigoroso nella trattazione scientifica propria del premio Nobel, ma rivolto a tutti, quale invito ad affrontare la vecchiaia con fiducia e serenità. L’asso nella manica è il cervello che può continuare a funzionare perfettamente. Cinque biografie di personaggi di fama attivissimi in tarda età vengono esaminate come esempi illustri di questa “manica a brandelli” del nostro abito mortale.  


Lucio Anneo Seneca
La brevità della vita 
Nel decimo Dialogo, Seneca si rivolge all'amico Paolino esortandolo a dedicarsi maggiormente ai beni della vita spirituale e a rifuggire gli interessi terreni e della vita pubblica. Un'esortazione che ha le sue ragioni nel tempo e nell'esperienza di vita di Seneca, ma è innegabile l'attualità del suo pensiero sul binomio vita/tempo. La vita non è breve, la rendiamo breve utilizzandola male. Incisiva la differenza che Seneca pone tra vivere a lungo e stare in vita, incorrendo la vita a scapito della vita. Spesso il desiderio di vivere il tempo della riflessione e il tempo per sé arriva quando ormai è tardi, la vita è al termine. Il saggio, invece, vive il presente e sa come utilizzarlo, sfrutta il passato come bagaglio di esperienze e non teme il futuro perché impara la vita e anche la morte.   


Marco Tullio Cicerone
De Senectute 
Un pilastro, quest’operetta filosofica in cui il vecchio Catone loda la vecchiaia e ribatte alle accuse che le vengono generalmente rivolte, individuando quattro cause come mali dell’età: «la prima è che distoglie dalla vita attiva, la seconda è che rende il corpo sempre più debole, la terza è che priva il vecchio di quasi tutti i piaceri, la quarta è che non è molto lontana dalla morte. Di queste cause, se volete, vediamo quanto ciascuna sia importante e quanto sia giusta». Una lettura classica, un contributo sempre attuale sul tema, affrontato con estrema chiarezza.     


Cesa-Bianchi M. e altri autori
Umorismo, creatività e invecchiamento 
Un gruppo di esperti in campo medico e psicologico, tra cui l’autorevole Marcello Cesa-Bianchi, fondatore dell’Istituto di Psicologia e delle Scuole di specializzazione in Psicologia e Psicologia Clinica dell’Università di Milano, affronta il tema delle relazioni tra umorismo, creatività e benessere nell’invecchiamento. Umorismo in tutte le sue sfaccettate applicazioni: come lettura della realtà, come rapporto con la creatività, come alleggerimento delle tensioni.   


Fonda, J.
Gli anni migliori Secondo Jane Fonda
Le persone riescono a essere molto più felici nella seconda parte della vita che nella prima. Questo libro è dedicato alla ricerca dell’equilibrio, del benessere e dell’armonia in ogni aspetto di quella fase della vita solitamente ritenuta critica. Sulla base della sua esperienza personale e della ricerca scientifica, Jane Fonda dispensa consigli a tutto campo: alimentazione, forma fisica, amore, sesso, relazioni sociali, autostima, spiritualità, al fine di scoprire e utilizzare l’energia e l’autenticità dell'"io” che “gli anni migliori” sanno offrire.   


Prandoni, A., Zanotti, F., Stucchi, E.
La buona cucina per la Terza Età
Ricettario per restare in forma Per affrontare la vita con dinamismo e buonumore anche negli “anni d’argento”, bisogna mantenersi sani e sentirsi in forma. Bisogna controllare il peso e per questo serve un’alimentazione sana, accompagnata da un costante esercizio fisico. Questo volume vuole essere una vera e propria guida pratica per un’alimentazione salutare senza rinunciare al gusto.   


Quidonoz, D.
Invecchiare
Una scoperta Invecchiare può far paura: perdite da affrontare, defaillances, persone care che spariscono. Tuttavia esistono persone che fanno desiderare di invecchiare. Non sono state risparmiate dalla vita ma per loro invecchiare è continuare un'avventura. Danielle Quidonoz, psicoanalista di scuola freudiana, consulente in passato delle Institutions Universitaires de Psychiatrie et de Gériatrie, affronta questo tema in modo esaustivo, utilizzando la sua esperienza di terapeuta di pazienti anziani.   


Schmid, W.
Serenità
L'arte di saper invecchiare Paragonando le stagioni della vita alle fasi del giorno, il filosofo tedesco, che ha dedicato molti studi all'arte di vivere, si sofferma sull'invecchiamento e sulla capacità di comprenderne le caratteristiche. Accettare la vecchiaia e non rimuoverla - tentazione presente anche quando la si attraversa - permette di viverla con maggiore leggerezza. La meta è la serenità, i passi suggeriti sono dieci, ragionati e alla portata di tutti. Un vademecum per riflettere sul valore del tempo a disposizione, sull'importanza delle relazioni, sul senso del vissuto con i suoi ricordi e, su tutto, sulla consapevolezza di essere parte di un mondo cosmico. I riferimenti a Seneca e altre citazioni danno spessore al testo.   


Tesio, G.
I più amati 
In questo libro che l'italianista e critico letterario Giovanni Tesio dedica ai nipoti è contenuta un'appassionata difesa dei libri e della lettura. Si avverte anche il bisogno di comunicare questa passione, di per sé contagiosa, e di tracciare un percorso di lettura attraverso gli autori e le opere più amate, da lasciare come testimonianza ed eredità. «Non credo - scrive Tesio - che la letteratura salvi la vita. Ma credo che possa darci della vita una percezione più ricca, trasformando la nostra esperienza in comprensione».   


Van Der Kolk, B.
Il corpo accusa il colpo 
Questo saggio, di cui è autore uno dei pionieri della ricerca e del trattamento dello stress traumatico, professore di psichiatria alla Boston University School of Medicine, è una lettura utile per tutti coloro che cercano di capire, prevenire e trattare la sofferenza causata da un trauma psichico. È un libro che affronta il dolore nelle sue diverse manifestazioni ma fornisce speranze studiando le complesse reazioni del corpo e del cervello davanti a un trauma. Neuroscienza ma anche filosofie orientali, yoga, pratiche di meditazione servono a tracciare un nuovo percorso di ricerca e “ricablare” il funzionamento cerebrale dopo un trauma.   


Veronesi, U.
I segreti della lunga vita 
Un libro facile, in certe parti forse un po' scontato, ma utile per le informazioni scientifiche che contiene e per conoscere le riflessioni di un uomo di scienza, di cultura e anche di fede (nell'essere umano e nelle sue risorse), nonché lo stile di vita e le strategie che gli hanno consentito di affrontare la vecchiaia in modo ammirevole.  


Vigne, J.
L'urgenza di una meditazione laica.
Per la cura di sé e degli altri La meditazione, come la psicoterapia moderna, si fonda sull'idea che possiamo cambiare a qualunque età. Gli effetti di una pratica costante sono stati provati a livello scientifico da studi che attestano la neuroplasticità del cervello. Jacques Vigne, psichiatra e studioso di discipline orientali, spiega le diverse metodologie per meditare in un saggio agile ma denso di citazioni e riferimenti. Un libro interessante anche per chi intende affrontare l'argomento con un approccio laico.   


Westendorp, R.
Come invecchiare senza diventare vecchi
Professore di medicina geriatrica, Westendorp riflette sull'invecchiamento umano confrontandolo con quello di altre specie e pone in rilievo la dimensione socio-psicologica che riveste un ruolo fondamentale per il benessere dell'anziano. Secondo Westendorp, è possibile restare vitali e in buona salute in età avanzata.  L'aspettativa di vita sale progressivamente, ma è necessario “dare vita agli anni”. La parola chiave è “prevenzione”, per cui il testo parla anche alle generazioni più giovani, mantenendosi però critico verso gli eccessi della medicalizzazione che possono indurre l'anziano a sentirsi vecchio e malato.  Tanti sono i concetti e le aree di studio. Si tratta di un volume corposo, però diviso in capitoli preceduti ciascuno da una sintesi che permette di selezionare gli argomenti a cui il lettore è interessato.   


Zagrebelsky, G.
Senza adulti 
L’invecchiamento è de-generazione, fenomeno necessario alla ri-generazione della società, del mondo. Partendo da questo assunto, Zagrebelsky constata come dalle vite contemporanee sia stata pressoché espulsa la fase della vita adulta, sostituita da un forzato perdurare della giovinezza che fatalmente cede alla vecchiaia in modo traumatico, senza alcun ammortizzatore. L’uomo contemporaneo è così portato a vivere in un eterno presente, quello della pienezza della vita, senza assumersi alcuna responsabilità rispetto al proprio ciclo vitale come a quello dell’intero pianeta.