Un po' di TV
BIANCO e NERO

condotta da Luca Telese
(su la Sette, tutti i lunedì in prima serata)

E vabbé, tiriamo una bella riga anche sul nome di Luca Telese.
Non ne sapevo molto di lui e dei suoi trascorsi giornalistici, ma in TV, come opinionista politico e conduttore, mi era parso più che accettabile: informato, sensibile, garbato. Toni bassi ed elegante ironia.
Nutrivo pertanto qualche curiosità, essendo l'uomo dotato di queste rare doti, sul suo nuovo strombazzato programma Bianco e Nero - Cronache italiane trasmesso ieri sera dalla Sette. 
Ma per carità! Ma per favore!
Che bisogno abbia sentito Telese di mettersi alla testa di un talk show dell'orrore italiano, con un format usurato e con la presunzione di farne un programma diverso dagli altri, resta un mistero. Omicidi, funerali, parenti dolenti, vittime che sorridono dalle lapidi, avvocati agguerriti, persino l'investigatore privato e il direttore della famosissima testata Giallo.
Vasto e Garlasco i pezzi forti d'ingresso.
Interviste e poi via, tutti a dire la loro, compreso un avvocato in carrozzella che vorrebbe sterminare chi ha provocato danni gravi alla persona, non importa se colposamente, per compensare i ritardi della magistratura. Questo signore ha creato un seguito gruppo su Facebook che inneggia all'eroe di Vasto.
E poi, a seguire, le interessantissime vicende di Lapo Elkann commentate, udite udite, da Paolo Mieli che ha paragonato il rampollo a Oscar Wilde. A completamento, un nostalgico cameo dello sfortunato Edoardo Agnelli da parte del nobile Locatelli conte di Vattelapesca che si lancia in ricordi di gioventù scapestrata e sfaccendata (l'aggettivo è suo) particolarmente pregnanti.  Come quando lui ed Edoardo, su un'isola greca, si presentano in jeep ai cancelli una base americana e, forti dei loro natali, chiedono, anzi pretendono, di provare un caccia. Incazzati per il diniego, ripiegano su una mangiata di pesce fresco. Ah, bei tempi! Apoteosi finali con un trans turco in studio, che vanta ruolo sia attivo che passivo, e intervista alla famosissima Patrizia che ricorda la notte brava con Lapo e lamenta la perdita di clienti.
Su tutti regna la regina del Foro, l'avvocatessa Bongiorno, che a suon di “badate bene!” discetta su questioni tecniche brandendo il codice di procedura penale. L'unica voce che dimostra buon senso e trasuda disagio è quella di Luisella Costamagna, sul cui nome per il momento non tiro una riga.
La domanda è: perché? Perché ci hai fatto questo, Telese? Cachet? Audicence? Notorietà? Tutti e tre insieme? Perché l'hai fatto, Telese, rovinandoti la reputazione? E per di più in uno studio con scenografia da discoteca e/o sala giochi, tutta luci psichedeliche a iridiscenza fredda che davano un tocco surreale alle tue cronache italiane. Credimi, Telese, potevi farne a meno.