Elogio dell’Umarell

Il lemma bolognese originariamente significa “omarino”, diminutivo di “uomo” per indicare sia
la piccola corporatura, sia l’aspetto dimesso. Ormai, però, si è imposto anche nell’italiano per indicare il maschio anziano, pensionato e sfaccendato che staziona presso work-in-progress
di qualsiasi genere osservandone gli sviluppi e commentando (più spesso criticando) la conduzione dei lavori con esemplari della sua stessa specie. Se ne vede persino il plurale “Umarells”, il globish è pervasivo. Il fenomeno non è certo recente: da sempre, a mia memoria, ponti e palazzi sono cresciuti sotto gli auspici di questi instancabili spettatori. Tra l’altro, con la tempra da Ironman. Resistono al gelo invernale e alla canicola estiva stando in piedi, al più appoggiati a qualche steccato. Più che dalla bocciofila e dalla briscola, il pensionato pare attratto, o meglio, sedotto da quel passatempo a costo zero costituito dai lavori in corso, di qualsiasi tipo, tanto da diventare una presenza immancabile nei pressi di qualsiasi cantiere. Tanto da suscitare ironia, battute un po’ sprezzanti, condiscendenza. I tempi, però, sono cambiati. L’"antropologo urbano" Danilo Masotti ha dedicato grande attenzione alla categoria (ad esempio, con il libro Oltre il cantiere. Fenomenologia degli Umarells) e ne ha promosso una piena rivalutazione. È giunta l’era della riscossa dell’Umarell. Già anni fa, accanto al cantiere per la costruzione di un palazzo a Torino, il comune aveva fatto portare sulla linea dismessa dei binari un vecchio tram. Così gli Umarell, da posizione più elevata, potevano vedere, al riparo dalle intemperie, oltre la recinzione. A Berlino, per i lavori della metropolitana nella Schlossplatz, le recinzioni sono state munite di numerose finestre vetrate. Tutto si fa per facilitare la vita dell’Umarell. Ora è nata la App Umarells, che offre la mappa di tutti i cantieri area per area, con il claim “Non perderti più un cantiere. Sei un vero Umarell? Ti piace seguire i cantieri e vorresti dire la tua sui lavori? Cerca i cantieri vicino a te, fai checkin, commenta o lamentati dei lavori e trova tanti altri Umarells come te!”   Sì, i tempi sono cambiati. Un tempo l’Umarell era la rappresentazione plastica dell’anziano triste, del suo tentare di riempire ore, pomeriggi, mesi di vuoto. Oggi ci piace vederne il potere aggregativo, l’interesse per le cose del mondo, lo sguardo della meraviglia, perduto dopo l’infanzia e miracolosamente recuperato quando la competizione quotidiana molla la presa. L’Umarell, in fondo, è una specie di nume tutelare che, vegliando sui lavori in corso, giorno per giorno si assicura che le cose procedano, che il futuro arrivi.