Perché il progetto Sopra60

Di iniziative rivolte agli over Sessanta, ce ne sono tante ovunque. Ne fioriscono di nuove quasi ogni giorno in risposta a una domanda forte e sempre più esigente. Le ricerche sul profilo di questa fascia di età, per la quale il dato anagrafico non è più una pregiudiziale negativa, forniscono dati incoraggianti sull'auto-percezione dei nuovi anziani che è sostanzialmente positiva. Tra i bisogni primari degli intervistati emerge la richiesta di servizi negli ambiti culturali e creativi: un segnale positivo, indice di vitalità. È interessante notare come questo tipo di istanza ne sottenda altre che insieme disegnano un quadro dei nuovi anziani come di una realtà fluida, in movimento e alla ricerca di una identità. Essere impegnati in un modo che si percepisce come costruttivo per sé, dopo una vita di impegni e scadenze, comporta anche scambio, relazioni, progettazione. Per conseguire questi obiettivi è necessario mettersi in gioco, interrogarsi, sentirsi protagonisti. In genere le iniziative proposte agli anziani corrispondono a un modello di invecchiamento superato che parla a soggetti tendenzialmente passivi e bisognosi di “riempire il tempo”. Con il Progetto Sopra60, il cui ambito di azione riguarda per ora Torino e Provincia, si è capovolta questa visione inadeguata, proponendo, attraverso linguaggi artistici e in particolare attraverso il teatro, l'avvio di un percorso che sviluppi consapevolezza di sé, protagonismo, rafforzamento dell'identità, valorizzazione di talenti e competenze, facendo di questa esperienza anche un'esperienza di comunità e lanciando un ponte verso le nuove generazioni alle quali abbiamo molto da raccontare. L'obiettivo è la prevenzione delle diverse forme di disagio che l'invecchiamento può provocare quando si riduce a isolamento, sfiducia, rinuncia a progettare.